domenica 18 settembre 2011

lasagne di castagne funghi zucca

aspettando l'autunno
un piatto completamente autunnale......

ABBINIAMO AL PIATTO

Cormons Collio Sauvignon Doc Lt.0,75 

Vino dal grandissimo fascino, limpido e brillante, sfuma dal giallo pagliarino a giallo dorato. Il bouquet è complesso con profumi intensi, delicati e persistenti, variabili a seconda delle zone: vanno dalla noce moscata alla salvia, dalla mandorla amara all'acacia. 100 per cento da uve Sauvignon Doc Collio, vendemmiate rigorosamente a mano e coltivate a un'altitudine di 70-80 metri sul livello del mare.

contenuto Alcolico
12,50%
8°-11°Temp. di Servizio................
..........AGENTE DI ZONA VENEZIA-TREVISO 
http://www.gabrielecattaruzza.it/
.............................................................................................www.gabrielecattaruzza.it

Ricetta lasagne,e castagnE


LASAGNA D'AUTUNNO

questa ricetta e' un po laboriosa ma per nulla complicata...seguire a passo passo le mie indicazioni per realizzarla al meglio sia a casa che in ristorante gli ingredienti sono naturali,e se si conoscono si possono raccogliere nelle rive dei fossi o vicino alle pioppe o nei boschi madre natura ci ha regalato questa preziosissima spora,chiamata fungo....dall'aspetto invitante quanto insidioso infatti non tutti sono commestibili ma questi riportati sulla mia ricetta si trovano soprautto in questo periodo dell'anno



Ingredienti

  • 500 gr di sfoglia di pasta(lasagna)
  • 1 zucca
  • 1 kg di funghi chiodini d'albera e pioppini
  • 1kg di castagne marroni quelli grossi,io ho usato quelli raccolti
  • a combai
  • per la besciamella
  • 1 litro di latte
  • 100 gr di burro
  • 120 di farina circa,
  • un accorgimento la besciamella deve risultare un po piu'densa
  • formaggio stagionato e grattato dentro io ho usato l'imbriago al prosecco,e il fior di monte
  • padano solo per lo strato finale
  • per i funghi
  • aglio e scalogno,vino bianco 1 bicchiere
  • per la zucca
  • lo scalogno
  • sale e pepe

Istruzioni

  1. 1 curiamo i funghetti
  2. li mettiamo nel pentolone e facciamo che si lavino molto bene,
  3. nel farttempo li metto in acqua e li faccio lessare per circa 15 minuti li scolo e li metto in una padella con dello scalogno e uno spicchio d'aglio,sale e pepe,li iroro con il vino bianco e mano a mano finisco la cottura usando la loro acqua in questo modo tengono il loro gusto li scaltrisco l'ultimo minuto con olio d'oliva leggeri e non pesanti....vi assicuro che vanno a ruba,,,quando li faccio ....
  4. 2 curiamo la zucca
  5. togliamo la scorza verde leviamo i semi e tagliamola a dadini
  6. tagliamo finemante anche lo scalogno lo facciamo appassire leggermente e aggiungiamo ,la zucca sale e pepe e via in pentola a pressione con un po di acqua...fino a cottura dopo la cottura asciughiamo dell'acqua rimanente
  7. 3 le castagne, lessiamole,peliamole e le facciano a pezzetti....
  8. 4 la besciamella
  9. facciamo bollire il litro di latte nel frattempo,in un pentolino,facciamo sciogliere il burro,e una volta sciolto mettiamoci la farina facciamo un balocco
  10. spegniamo il latte giunto a bollitura e mettiamo il balocco dentro e frustiamo energiticamente saliamo....
  11. ok ora che abbiamo tutti i prodotti pronti e privi d'acqua,dividiamo mettiamo dentro il tutto nella besciamella e inizianmo la fase delle nostre lasagne
  12. per ogni trato mettiamo il nostro formaggio precedentemente grattuggiato l'ubriaco,
  13. fatto i 4 strati di pasta sul quinto strato mettiamo il padano inforniamo per 20 minuti circa...
  14. la teglia vi consiglio la pirofila di vetro
  15. speriamo di non essermi dimenticata nulla...mi raccomando tutto vasalato e pepato

sabato 17 settembre 2011

il prosecco di valdobbiadene


gran gala' a palazzo zanardi 2010,il mio baccala' e' stato presentato con il prosecco di valdobbiane vigne d'oro un conubbio perfetto per la serata



CONEGLIANO VALDOBBIADENE

dal sito www.vignedoro.it







Brut


Caratteristiche tecniche:
  • Gradi alcolici 11,5% vol.
  • Acidità 6,00 gr./l.
  • Zuccheri 9 gr./l.
  • Vino Secco
  • Pressione in bottiglia 5,8 atm.
  • Rifermentato in autoclave a 15-16°C per 8 giorni circa.

Dove il Prosecco è Superiore


COME CAMBIA IL "MONDO" DEL PROSECCO CON LA DOCG CONEGLIANO VALDOBBIADENE
Negli ultimi anni, intorno al Prosecco, si sono sviluppati molti fenomeni imitativi: ciò è comprensibile dato il successo del prodotto e la sempre maggiore fiducia e considerazione da parte dei Consumatori. Tali fenomeni, difficili da monitorare e controllare, rischiavano di confondere Operatori e Consumatori sia in Italia sia all'estero, e di danneggiare uno dei prodotti più apprezzati dello "stile italiano". Per questo motivo, dopo un lungo lavoro, il 17 luglio 2009 è stato approvato dal Ministero il riordino del Prosecco che vede l'innalzamento dei controlli e delle garanzie e che sancisce un cambiamento radicale: Prosecco infatti non è più il vino ottenuto da un tipo di vite, ma diventa il vino di un preciso territorio. Il cambiamento ha portato alla definizione di due differenti livelli qualitativi: l'attribuzione della Docg per il Conegliano Valdobbiadene, e la creazione di una Doc di base che sostituisce tutte le Igt attuali.
DALLA DENOMINAZIONE STORICA ALLA DOCG Dopo quaranta anni dal riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata (DOC 1969), Conegliano Valdobbiadene, insieme alla piccola zona dei Colli Asolani, entra a pieno titolo nella più alta classificazione italiana dei vini di qualità: la Denominazione di Origine Controllata e Garantita. L'impianto storico della Denominazione rimane intatto, ma cambia e si amplia la visione complessiva che permette di valorizzare maggiormente il prodotto. Il territorio è garanzia di Superiorità. Tutti i vini a Docg riportano in primo piano sull'etichetta, il nome della Denominazione "Conegliano-Valdobbiadene" seguito da Prosecco Superiore, nel caso dello spumante. Lo spumante può riportare in etichetta semplicemente il nome della Denominazione principale Conegliano- Valdobbiadene o Conegliano o Valdobbiadene. La zona di produzione. La zona di produzione è quella storica, limitata ai 15 comuni collinari tra le due capitali produttive di Conegliano-VaIdobbiadene; una dimensione che testimonia la preziosità del prodotto. Le uve. Come tradizione, il vino viene prodotto con un minimo de1l'85% di uve del vitigno Glera e, per un massimo del 15%, di uve Verdiso, Bianchetta, Perera, Glera lunga varietà presenti da secoli nelle colline di Conegliano-Valdobbiadene. Per lo spumante, si possono utilizzare anche le uve Pinots e Chardonnay. La produzione. La produzione della Docg è di 135 qli/ha Le Novità. Con l'introduzione delle "Rive", riservato agli spumanti, è stata prevista anche la possibilità di evidenziare in etichetta il nome del comune o della frazione di origine delle uve. Il termine "Rive", sta ad indicare nella parlata locale, i vigneti posti in terreni scoscesi, ed ha lo scopo di mettere in luce la vocazione e le molte differenze che esprimono le diverse località della denominazione. Per le "Rive" la produzione è ridotta a 130 qli/ha, con l'obbligo della raccolta manuale delle uve e dell'indicazione del millesimo. Il "Cartizze". AI vertice qualitativo della Denominazione Garantita rimane lo spumante della storica sottozona del "Superiore di Cartizze" la cui resa in vigneto è di 120 qli/ha.
DA PROSECCO IGT A PROSECCO DOC - LA DENOMINAZIONE DI BASE
Per proteggere il Prosecco e controllare la qualità della produzione, è stata istituita la nuova Denominazione di base Prosecco. La varietà Prosecco sarà indicata con il vecchio sinonimo "Glera". Le motivazioni giuridiche. Il riconoscimento a pieno titolo di "Prosecco" come Denominazione di origine riferita ad un vino e proprietà intellettuale protetta dalla normativa dei prodotti di qualità della Comunità Europea, è stato reso possibile grazie all'unione di due fattori: da un lato la tradizione produttiva di Treviso, provincia in cui si concentra il 90% di tutta la produzione attuale a Prosecco e dove si trovano le colline della Docg, e dall'altro la presenza della località Prosecco, situata vicino a Trieste e collegata storicamente all'origine del vitigno. La zona di produzione. La zona di produzione Doc comprende le 9 provincie Veneto-Friulane dove già era autorizzata la coltivazione del vitigno prosecco. Questa nuova Doc ricomprende e sostituisce le Igt esistenti (Prosecco Colli Trevigiani, Prosecco Marca trevigiana, Prosecco del Veneto, Prosecco Alto Livenza, Prosecco delle Venezie) in un unico territorio. Le vecchie Igt saranno commercializzate fino ad esaurimento delle scorte (fine 2010). La nuova Doc inoltre prevede la possibilità di specificare l'area di origine delle uve per le province di Treviso e Trieste.
Le caratteristiche della nuova Doc
  • La resa prevista in vigneto è di 180 qli/ha.
  • Le uve: la nuova Doc prevede, nell'assemblaggio delle uve, un minimo dell'85% di varietà Glera, ed un massimo del 15% di varietà minori e di Pinots e Chardonnay.
  • La zona d'imbottigliamento è quella delle 9 province appartenenti alla Denominazione, estesa ai produttori fuori dalla zona di coltivazione che dimostrino di avere già imbottigliato questo vino da almeno 5 anni.
  • Le tipologie: nella nuova Doc si avranno le tipologie di vino Tranquillo, Frizzante, Spumante.
  • I controlli: la nuova denominazione sarà sottoposta ai controlli previsti dalla legge sulle Doc, fra cui il controllo di filiera in vigneto ed in cantina, l'analisi chimica ed organolettica prima dell'entrata in commercio del prodotto imbottigliato.
  • I divieti:
    • non si potranno più produrre e commercializzare vini con l'indicazione di più vitigni (Prosecco/Chardonnay, ecc) o vini rosati.
    • il Prosecco DOC si potrà commercializzare esclusivamente in bottiglie di vetro, non in fusti o altri contenitori alternativi.
Buon lavoro a tutti.

Per ulteriori informazioni:
Consorzio Per la Tutela del Conegliano-Valdobbiadene Superiore
Tel 0438 83028 begin_of_the_skype_highlighting            0438 83028      end_of_the_skype_highlighting
info@prosecco.it - www.prosecco.it



IL WASHINGTON POST:
"Volete un Prosecco? Pagatelo il giusto."


Conegliano-Valdobbiadene - Il Prosecco finisce sul "Washington Post" e Zaia esulta. "La politica della denominazione portata avanti da questo Ministero sta dando evidentemente i suoi frutti soprattutto oltre oceano". Il ministro è rimasto incollato ad un articolo del prestigioso giornale statunitense e dal titolo "THE TROUBBLE WITH BUBBLES" pubblicato e che citava, appunto, il Prosecco tra i Champagne e Cava Prosecco presenti sul mercato americano. "Purtroppo - ricorda Zaia - nell'articolo si dice anche che la maggior parte dei prosecchi disponibili nei negozi statunitensi non viene da Conegliano-Valdobbiadene, la Docg del Veneto da molti considerato il top", ma lo stesso articolo avverte gli americani. "se cercate questo prodotto, dal nome complicato, e siete disposti a pagare dai 16 ai 20 dollari scoprirete il vero Prosecco".
"Non è una novità - prosegue Zaia - che oltreoceano il Made in Italy sia acclamato e valorizzato, quello che dovrebbe renderci fieri è che questo avvenga su un giornale così prestigioso e che si sottolinei che la qualità ha un valore che vale la pena di pagare. Il Prosecco prodotto a Conegliano-Valdobbiadene è un importante motore dell'industria vinicola della penisola e coinvolge 2.800 aziende viticole, 460 vinificatori, 1.500 addetti al settore enologico e 160 case spumantistiche".
da "IL GAZZETINO" di giovedì 13 agosto 2009

gran gala'.............la serenissima venezia

sabato 3 settembre 2011

FESTA DELL'AGRICOLTURA .c'era una volta



















vediamo come si sono evoluti gli utensili da cucina dal 1900 ai ns giorni

lasagne di radicchio


Ingredienti

    PASTICCIO DI RADICCHIO
  • PER LA SALSA
  • UNA CIPOLLA ROSSA DI CHIOGGIA E SCALOGNO VERONESE
  • RADICCHIO DI TREVISO CUI TOGLIEREMO LE PUNTE ALTRIMENTI RISULTEREBBE TROPPO AMAROGNOLO..
  • 1 BICCHIERINO DI GRAPPA NOSTRANA
  • MEZZO BICCHIERE DI PROSECCO O MERLOT DEL PIAVE
  • SALE
  • PEPE
  • PER CHI E' ABITUATO AD USARE IL GLUTAMATO UN DADO E MEZZO DI QUELLO VEGETALE
  • IO FACCIO IL BRODO VEGETALE CON DELLE FOGLIE DI RADICCHIO IN AGGIUNTA......

  • PER LA BESCIAMELLA
  • 1 LT DI LATTE
  • 100GR DI BURRO
  • 1O0 DI FARINA
  • SALE
  • NOCE MOSCATA
  • UNA CONFEZIONE DI 250 GR DI RICOTTA FRESCA
  • UNA CONFEZIONE DI PASTA FRESCA.....(IO USO QUELA SOTTILE DI GIOVANNI RANA SE SONO A CASA AL RISTO SEMPRE QUELLA FRESCA
  • MOLTO SPESSO HO USATO LE CREPS AL POSTO DELLA PASTA
  • PANCETTA AFFUMICATA O A SCELTA COTTO,O SPECK
  • PADANO
  • ASIAGO

Istruzioni

  1. PER LA SALSA DI RADICCHIO PROCEDIAMO COME PER IL RISO
  2. PRENDIAMO IL NOSTRO RADICCHIO LO CURIAMO BENE E TOGLIAMO LE PUNTE SE SONO AMAROGNOLE...
  3. TAGLIAMOLO A PEZZETTINI...
  4. LAVIAMOLO
  5. LO SCOLIAMO CON UN SCOLA PASTA
  6. TRITIAMO LA CIPOLLA O LO SCALOGNO FINEMENTE
  7. FACCIAMOLA APPASSIRE CON UN PO DI OLIO EXTRAVERGINE,
  8. SFUMIAMO CON LA GRAPPA
  9. AGGIUNGIAMO IL VINO O IL PROSECCO
  10. E CONTINUAIAMO LA COTTURA
  11. AGGIUNGIAMO LA RICOTTA
  12. FACCIAMO LA BESCIAMELLA
  13. SCIOGLIAMO IL BURRO METTIAMO LA FARINA E FACCIAMO UN BALOCCO
  14. NEL FRATTEMPO AVREMMO MESSO SUL FUOCO IL LATTE E FATTO BOLLIRE
  15. SPEGNIAMO IL FUOCO
  16. AGGIUNGIAMO IL BALOCCO AL LATTE
  17. ,GRATTIAMO LA NOCE MOSCATA SALIAMO E PEPIAMO
  18. FRUSTIAMO,DEVE ESSERE VELLUTATA....
  19. ORA CHE ABBIAMO LA SALSA E LA BESCIAMELLA METTIAMO TUTTO INSIEME..
  20. E ANDIAMO VIA CON I STRATI....
  21. PASTA
  22. UNO STRATO DI RADICCHIO
  23. UNO DI PANCETTA,
  24. UNO DI FORMAGGIO COSì PER 4 STRATI
  25. L'ULTIMO STRATO SALSA E VIA DI PADANO
  26. INFORNIAMO PER 20 MINUTI
  27. A 220°

FESTA DELL'AGRIColtura.risotto di radicchio


RADICCHIO ROSSO TARDIVO... HA UNA STAGIONALITA' CHE VA DA NOVEMBRE AD APRILE, PUNTA DI DIAMANTE DELLA CULTURA GASTRONOMICA TREVIGIANA ASSIEME AL PEPERONE-AL RADICCHIO DI CASTELFRANCO ED AD ALTRE PRELIBATEZZE CHE LA TERRA OFFRE.. CONOSCIUTO IN TUTTO IL MONDO, PER IL SUO GUSTO INEBRIANTE SI USA IN MOLTEPLICI MODI, MOLTO PREGIATO E PUO' ARRIVARE AI 12 EURO AL KG..
IL PRELIBATO FRUTTO SI OTTIENE RACCOGLIENDOLO DAI CAMPI E PONENDOLO IN GROSSE VASCHE, CON ACQUA DI FALDA PROVENIENTE DIRETTAMENTE DAL SILE, PER SOTTOPORLO ALLO SBIANCAMENTO, ANTICICHISSIMA TRADIZIONE DELLA MARCA..
E PENSARE CHE NELL'ANTICHITA' QUESTA "CICORIA"ERA IL CIBO DELLA POVERA GENTE ORA DIVENTATO IL TOP PER ECCELLENZA DI RISTORATORI E COLTIVATORI... MA SI DEVE ATTENDERE FINO AL 1862 PER AVERE LE PRIME NOTIZIE CERTE SUL RADICCHIO ROSSO, INFATTI L'UNICO LIBRICINO CHE POTRTA TALE ARTICOLO E' "L'AGRICOLO ALMANACCO 1862".. MA FU PRESENTATO DAI TREVIGIANI AD OPERA DELL'AGRONOMO DI ORIGINE LOMBARDA GIUSEPPE BENZI NEL 1900, E DIEDE VITA ALLE PRESENTAZIONI E MOSTRE DELLA NOSTRA DELIZIOSA ROSSA CICORIA.. COMUNQUE SI RACCONTA CHE LA PRESTIGIOSA PIANTA CRESCESSE LUNGO I FOSSI, E AI BORDI DEGLI ORTI SPONTANEA AFFINCHE' NON SI SCOPRI LA POSSIBILITA' DI TRASFORMARLA NEL CROCCANTE RADICCHIO PER MEZZO DELL'IMBIANCHIMENTO.. 

Marcatori (Tags):

Ingredienti

  • UNA CIPOLLA ROSSA DI CHIOGGIA O SCALOGNIO VERONESE
  • RADICCHIO DI TREVISO CUI TOGLIEREMO LE PUNTE ALTRIMENTI RISULTEREBBE TROPPO AMAROGNOLO..
  • 1 BICCHIERINO DI GRAPPA NOSTRANA
  • MEZZO BICCHIERE DI PROSECCO O VINO ROSSO A PIACERE
  • SALE
  • PEPE
  • PER CHI E' ABITUATO AD USARE IL GLUTAMATO UN DADO E MEZZO DI QUELLO VEGETALE
  • UNA NOCE DI BURRO PER LA FASE DI MANTECCATURA
  • GRANA PADANO

Istruzioni

  1. INANZITUTTO LA SCELTA DEL RISO
  2. CHE DEVE ESSERE CARNAROLI O VIALONE NANO
  3. PREPARIAMOCI IL BRODO VEGETALE.
  4. SEDANO
  5. CAROTA
  6. CIPOLLA. AGGIUNGENDO AD ESSO QUALCHE FOGLIA DI RADICCHIO ROSSO
  7. PRENDIAMO IL NOSTRO RADICCHIO LO CURIAMO BENE E TOGLIAMO LE PUNTE SE SONO AMAROGNOLE...
  8. TAGLIAMOLO A PEZZETINI...
  9. E LAVIAMOLO
  10. LO SCOLIAMO CON UN SCOLA PASTA
  11. TRITIAMO LA CIPOLLA O LO SCALOGNO FINEMENTE
  12. . FACCIAMOLA APPASSIRE CON UN PO DI OLIO EXTRAVERGINE,
  13. AGGIUNGIAMO IL RADICCHIO IN MODO DA PREPARARE LA SALSETTA
  14. FACENDOLA RESTARE ABBASTANZA AL DENTE...
  15. ORA CON UN FILO D'OLIO EXTRAVERGINE D'OLIVA TOSTIAMO LEGGERMENTE IL RISO IRRORANDO CON LA GRAPPA
  16. AGGIUNGIAMO LA SALSA CUCINATA IN PRECEDENZA- SALE E PEPE E INIZIAMO A MESCOLARE AGGIUNGENDO BRODO VEGETALE.
  17. AGGIUNGIAMO IL VINO..
  18. E VIA FINO ALLA COTTURA.... IL RISOTTO DEVE RISULTARE CREMOSO E VELLUTATO AL PALATO...
  19. MANTECCHIAMO CON UNA NOCCIOLA DI BURRO E SPOLVERIZZIAMO CON GRANA PADANO SERVIAMO..