martedì 23 agosto 2011

domenica 4 settembre......regata storica


Nei primi tempi della Serenissima, nella laguna di Venezia era piuttosto comune l’usanza di divertirsi e passare il tempo libero praticando la voga, con diversi tipi di imbarcazione. Da questa pratica amatoriale nacquero ben presto vere e proprie sfide di velocità e di durata, con modalità e regole sempre più precise.
Non è chiaro quando ebbe inizio la tradizione delle regate. Secondo alcuni studiosi[1] l'origine potrebbe risalire al 942 quando avvenne un episodio analogo a quello del ratto delle sabine: durante una festa popolare, i pirati rapirono le donne veneziane in età da marito ma furono subito inseguiti dagli uomini che remando furiosamente sulle loro barche riuscirono a raggiungere e liberare le giovani rapite. Da questo episodio ebbe origine la Festa delle Mariecon annessa regata.
La prima datazione certa in cui il termine regata compare risale al 1274, a una nota di un codice anonimo che recita"Splendor magnificissime Urbis Venetorum, 1274, die 16 septembris, indicta regatta cum navigiis habentibus remos viginti"[1].
La prima rappresentazione pittorica di una regata nella città di Venezia risale invece al 1500[1], anno in cui in un particolare della grandiosaVeduta di Venezia di Jacopo de' Barbari è raffigurata una competizione tra barche a quattro rematori nel tratto compreso tra il Lido e Piazza San Marco.
È certo quindi che regate tra barche di grandi dimensioni si svolgessero già nel XIII secolo. Le autorità pubbliche dell’epoca cominciarono ad incoraggiare questo tipo di attività sportiva, intravedendone oltre che un benefico ed utile esercizio fisico nel tempo libero, anche una pratica atta a rinvigorire e preparare gli equipaggi delle marinerie da battaglia a sostenere gli sforzi in caso di conflitti in mare. Nel 1315 uscì un decreto del Senato che regolamentava lo svolgimento annuale della regata della Festa delle Marie, anche se le manifestazioni più imponenti e grandiose si ebbero successivamente, quando vennero celebrate unitamente a grandi eventi pubblici cittadini, importanti ricorrenze e feste in onore di ospiti illustri. Lo spettacolo unico delle regate più sontuose costituì presto anche un motivo di orgoglio per Venezia, con la costante crescita del prestigio e della potenza commerciale e militare della Repubblica nel Mediterraneo.


Regata in Canal Grande in una tela delCanaletto
Tipicamente, le regate avvenivano in aperta laguna, come nel caso riportato anche nella pianta del De' Barbari, e solo eccezionalmente si svolgevano lungo il Canal Grande. Per tutto il XV e XVI secolo le regate, pur godendo di pubblico patrocinio, venivano indette dalleCompagnie della Calza, fino al 1631 quando il Consiglio dei Dieci, forse in seguito all'epidemia di peste in atto in quel periodo, deliberò l'esclusiva dello Stato per indire le regate, concedendo una licenza di delega, su designazione delle Magistrature di competenza, per i privati che avrebbero dovuto provvedere anche a coprire le spese organizzative. Dal 1687 la delega fu concessa alle famiglie patrizie e alle corporazioni delle arti e mestieri.
Nel 1670 divenne di moda distribuire pubblicamente volantini riportanti sia il ruolo delle regate che i risultati di quelle già svolte. I campioni delle regate del tempo, come ancor’oggi, erano soprattutto i barcaroli di professione e i gondolieri, abituati quotidianamente alla pratica della voga e quindi ben allenati e precisi con il remo, nonché generalmente molto vigorosi e prestanti fisicamente.
Anche dopo la caduta della Serenissima nel 1797, sotto la dominazione francese, la pratica delle regate continuò, sia pure con ritmi più ridotti. Nello stesso 1797 i francesi organizzarono ben due regate, una il 14 luglio e una il 18 settembre in occasione della visita a Venezia diGiuseppina Beauharnais, moglie di Napoleone Bonaparte, allora ancora generale. Anche nel 1807 venne organizzata una regata in onore dello stesso Napoleone in visita alla città[1].
Rievoca il grandioso corteo acqueo organizzato per l’accoglienza trionfale che fu riservata alla regina di Cipro, Caterina Cornaro al suo arrivo in città nel 1489, dopo l’abdicazione del suo trono in favore di Venezia.
Nel 1815, con il passaggio della città sotto gli austriaci, venne organizzata una regata in onore dell'imperatore d'Austria e sotto il nuovo regime la pratica delle regate riprese un nuovo vigore tanto che nel 1841 venne regolamentata una regata annuale lungo il Canal Grande secondo le modalità attuali, organizzata a spese pubbliche. La pratica fu interrotta nel 1848, in seguito all'insurrezione della città, e non fu più ripresa fino al 1866, anno in cui Venezia fu annessa al Regno d'Italia. L’appellativo Storica fu coniato e introdotto solo nel 1899, su proposta del sindaco di allora, Filippo Grimani.
Il corteo è formato da decine di imbarcazioni tipiche veneziane a remi, tra cui le bissone che vengono usate solo in questo tipo di occasioni, con vogatori e figuranti in costume d’epoca, tra cui il Doge e Caterina Cornaro. Le barche sfilano in una processione che parte dal Bacino di San Marco e percorre tutto il Canal Grande fino al Ponte della Costituzione, per poi ripercorrere a ritroso il suo tragitto fino al punto di arrivo delle gare a remi, la Machina, palco galleggiante costruito di fronte a Ca' Foscari, tra gli applausi di veneziani e turisti, che si godono lo spettacolo dalle rive e dalle dimore private che si affacciano sul percorso del corteo.
FOTO DI ROSSELLA BORTOLUZZI
ROXCGEF

SCATTATE IN OCCASIONE DELLA REGATA
 STORICA 2009

FONTE DEL TESTO WIKIPEDIA

la serenissima....tirame su


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origini della ricetta sono incerte, affonda le radici centinaia di anni fa, ai tempi della Serenissima Repubblica di Venezia, quando veniva offerto ai clienti dei casini veneziani come corroborante, da cui il nome "tirame su'....". Per altro esistono altre versioni sulla sua nascita: una di queste pone la sua origine a Siena, come dolce preparato in occasione di una visita del Granduca Cosimo.....ma c'e' chi dice che sia trevisano... 
Moltissime sono le leggende legate a questo dolce tanto buono quanto misterioso a cui vennero attribuite grandi virtù afrodisiache. 
La versione più accreditata della storia del tiramisu' colloca la sua nascita verso la fine del XVII secolo.Cosimo III de' Medici decise di trasferisi per qualche giorno nella città. I pasticcieri senesi decisero di realizzare, proprio in onore del granduca un dolce che rappresentasse quelle che erano le caratteristiche del nobile. Doveva essere un dolce "importante" che contenesse al suo interno ingredienti semplici ma gustosi; era importante che fosse sfarzoso e goloso poiché il nobile amava molto le dolcezze. Venne così realizzato l'attuale tiramisù che allora,in onore proprio del granduca fu chiamato "zuppa del duca". 
Il nobile apprezzò notevolmente l'abilità dei pasticcieri senesi e il sapore delizioso del dolce e decise di portare così la ricetta a Firenze. 
Fu così che la "zuppa del duca" divenne famosa, fino a oltrepassare i confini del granducato per approdare a Treviso e quindi a Venezia. 
La leggenda, racconta che divenne il dolce prediletto dai cortigiani, poiché attribuivano proprietà eccitanti e afrodisiache. 
Si diffuse l'abitudine di consumarne abbondanti porzioni prima di ogni incontro amoroso. 
Ed ecco che la "zuppa del duca" cambiò nome e prese quello decisamente allusivo di "tiramisu". 
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Ingredienti

  • 500 gr di mascarpone
  • 4 rossi d'uovo pasta gialla
  • 4 cucchiai di zucchero
  • 200 ml di panna da montare fresca
  • savoiardi
  • una mokka di caffe'
  • marsala secca
  • cacao maro
  • baby tirame su
  • sempre le stesse dosi per la crema al mascarpone
  • al posto della mokka,facciamo orzo al gusto di caffe' oppure orzo e due tazzine di decafeinato,non usiamo la marsala
  • gocciole di cioccolato
  • cacao dolce

Istruzioni

  1. montiamo bene le uova con lo zucchero a crema
  2. aggiungiamo il mascarpone e facciamo un po impazzire,nel frattempo montiamo la panna fresca
  3. incorporiamo la panna al mascarpone
  4. e montiamo bene a crema ben ferma.....
  5. facciamo la mokka di caffe'
  6. e in una ciotola mettiamo la mrsala
  7. ora prendiamo un savoiardo e lo imbeviamo nel caffe' e uno nella marsala e così per tutta la pirofila,possiamo usare anche quella rotonda
  8. facciamo uno strato della nostra crema e ricominciamo con un savoiardo alla marsala e uno la ceffe' e via via
  9. mettiamo il restante della crema mascarpone nella sacca poche,becuccio e iniziamo a decorare
  10. spolveriamo con cacao amaro
  11. la versione baby e' diversa
  12. quando avremmo fatto la crema al mascarpone come scritto pocanzi,immergiamo il savoiardo nel caffe' d'orzo,
  13. ad ogni strato aggiungiamo le gocciole di cioccolato,e sopra facciamo dei disegni con la sacca e spolveriamo di cacao dolce e gocciole di cioccolato....
  14. vi assicuro che i bambini ne vanno matto
  15. una volta l'ho fatto con il pan di spagna bagnandolo con il caffe' d'rzo e usando la forma di d'orso il procedimento e' il medesimo cambia la decorazione sempre fatta con la crema al mascarpone

lunedì 22 agosto 2011

la serenissima...finger food....seconda parte baccala'


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inizialmente per conto del doge la vera ricetta del baccla' nasce come baccala' verde per poi scoprire vari gusti fino ad arrivare alle varie ricette che questo prelibato e costoso pesce ci da....
"in vexian" dove' pensar che al baccla' i ghe ga dedica' anca dee poesie,la prima del 1850 fu scritta da luigi plet..da dove poi e' nata la ricetta che seguira'...riceta che dopo ea se vignia ciapada dai capucini de de primiero nel 1915,quando el trentin faceva ancora parte del nostro territorio, l'impero astro-ungarico)questa ricetta non e' piu' in uso e abbstanza complicata....
Tempo Preparazione: 3 giorni
Tempo di cottura: 60 minuti
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Ingredienti

  • 1 baccala'
  • pepe-sale-nocemoscata-cannella
  • cedrini
  • uva passa
  • pinoli
  • qualche sardea in saor
  • gambari de laguna...
  • pasta sfogliata
  • burro

Istruzioni

  1. batter il baccala'(se prendiamo il tagliapietra lo troviamo gia' battuto)..lasciamolo a mollo pèer due giorni...facendo lo stesso procedimento della ricetta del baccla' manteccato..
  2. lo spiniamo,e lo mettiamo in una casseruola con acqua fredda e portiamo ad ebollizione,cuciniamo a lento per circa 30 minuti
  3. ora lo leviamo dal fuoco...lo scoliamo preservandone l'acqua che servira' per cucinare la pasta...
  4. in una terrina assembliamo le droghe pepe,sale noce moscata e cannella,aggiungiamo i cedrini,i gamberetti (lessai e sgusciati)uva passa,e le sarde in saor...facciamo un impasto...
  5. e come per il pasticcio iniziamo a foderare la placca da forno con la pasta mettiamo il nostro baccala' e sopra ci mettiamo l'impasto,ancora uno strato di pasta e uno strato di impasto,ricordandoci di mettere qualche ricciolo di burro...
  6. infine dopo 3 4 strati chiusiamo come si fa per le lasagne,di pasta spenellandoci dell'olioextravergine mi raccomando con il condimento altrimenti viene troppo pesante dosarlo per bene..
  7. mettiamo in forno caldo per 1 ora a 200 °...